Al Paris Déco Off, appuntamento internazionale dedicato ai tessuti d’arredo che ogni gennaio anima showroom e gallerie della capitale francese, Dedar ha presentato in anteprima alcune delle novità della collezione 2026. Ovviamente Doodesign, distributore Dedar, era presente all’anteprima. Durante la visita allo showroom parigino Dedar, abbiamo individuato tre tessuti particolarmente rappresentativi della ricerca estetica e tecnica che caratterizza la nuova proposta del brand.
Il primo è Métro Beaubourg, visto installato su una seduta nello spazio parigino di Dedar.

Il tessuto nasce da una grafia inusuale che prende forma su uno jacquard materico capace di evocare, allo stesso tempo, il rigore architettonico e l’intrico cromatico del Centre Pompidou, così come la complessità grafica della cartografia della metropolitana parigina. La struttura rimanda alla tradizione degli arazzi dei Manufacture des Gobelins, ma il disegno ne sovverte il linguaggio visivo, muovendosi in equilibrio tra citazione e sperimentazione. La palette cromatica esplora due registri: uno più vivido, che guarda al modernismo, e uno più tenue, con l’eleganza rarefatta del Déco. Il canneté regolare introduce una tridimensionalità delicata che lo rende particolarmente adatto a sedute, applicazioni decorative e tesature.
Un approccio altrettanto evocativo caratterizza Mappamundi, un tessuto che richiama idealmente una carta astro-cartografica. Il disegno appare come un gesto deciso, quasi una scia meteorica, con quella forza grafica che l’arte informale ha reso familiare.

Il tratto è realizzato con un pigmento dalla consistenza gessosa che crea una patina sottile ma tridimensionale. Il risultato è una composizione che suggerisce un viaggio visivo tra immaginari diversi: dalla fantasia celeste alle pitture rupestri fino agli antichi geroglifici egizi. Il motivo viene trasferito tramite serigrafia tradizionale su Millais, una compatta armatura Panama composta da lana britannica e lino belga. Grazie al trattamento idrorepellente, il tessuto si presta sia a rivestimenti sia ad applicazioni decorative.
Chiude la selezione Phi, un ricamo che appare come una vera e propria cosmografia tessile. Su un raso materico in pura lana vergine prende forma una costellazione di minuscole punte piramidali, frutto di una lavorazione estremamente meticolosa: ciascun elemento richiede infatti 83 punti sovrapposti.

Le tonalità avorio, perla e bronzo creano un sofisticato effetto tono su tono sul fondo opaco del tessuto Music. Il risultato è un materiale fluido e drappeggiabile, pensato soprattutto per tende e applicazioni decorative, capace di trasformare la superficie tessile in una trama luminosa e quasi astronomica.
Tre tessuti molto diversi tra loro, ma accomunati da un forte immaginario visivo e da una ricerca tecnica raffinata: un esempio significativo della direzione creativa che Dedar continua a esplorare nel dialogo tra arte, architettura e design tessile.
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