Nel cuore di Parigi, all’interno della prestigiosa sede Richelieu della Biblioteca Nazionale di Francia (BnF), esiste un luogo dove la storia non si legge sui libri, ma sulle pareti. O meglio, su ciò che le rivestiva. Doodesign ha avuto il privilegio di accedere al Dipartimento delle Stampe, un archivio accessibile solo a ricercatori autorizzati, che custodisce un tesoro fragile e coloratissimo: la memoria storica della carta da parati.
L’Arte di vestire i muri : dai foglietti ai rulli
Oggi diamo per scontato il “rotolo” di carta da parati, ma non è sempre stato così. Intorno al 1750, quando questa moda iniziò a esplodere come alternativa economica agli affreschi e agli arazzi, la posa era un’impresa artigianale. La carta veniva prodotta in piccoli fogli rettangolari (circa 35×45 cm) che dovevano essere incollati uno per uno o uniti manualmente prima della stampa. Bisognerà aspettare la fine del secolo e l’ingegno di Louis-Nicolas Robert (1798) per vedere la nascita della carta a nastro continuo, che trasformerà questa arte in una vera industria moderna basata sui rulli.

Il paradosso del copyright: perché l’archivio divenne una trappola
Una delle storie più curiose che abbiamo raccolto, riguarda il motivo per cui, per un certo periodo, in questo archivio si trovano dei “buchi” temporali. Fino alla fine del Settecento, vigeva l’obbligo di deposito legale: per rivendicare la paternità di un disegno, il produttore doveva portarne una copia in Biblioteca.

Ma c’era un problema: la Biblioteca era pubblica. Le manifatture si accorsero presto che depositare un disegno qui significava esporlo allo spionaggio industriale. I concorrenti venivano in sala lettura, consultavano i nuovi arrivi e copiavano le idee (“ispirandosi” fin troppo liberamente). Ecco perché, in epoca Napoleonica (dal 1806), i produttori smisero di usare la Biblioteca e si rivolsero ai “Conseil de Prud’hommes”, dove i depositi dei disegni industriali avvenivano in segreto, sigillati in casse per proteggerli dagli occhi indiscreti.
Tra Geometria e Protezionismo
Scorrendo la storia attraverso i campioni, si nota l’evoluzione del gusto: dai primi motivi geometrici ripetitivi si passa a scene complesse e narrative.

E anche la geopolitica ci ha messo lo zampino: all’inizio dell’Ottocento, il protezionismo francese arrivò a vietare o tassare pesantemente l’importazione delle carte originali cinesi e orientali (dove sono nate le prime carte da parati). Una mossa per difendere l’industria nazionale che costrinse i francesi a… “inventarsi” il loro Oriente, producendo in casa quelle cineserie che tanto andavano di moda.

L’archivio della BnF non è solo un deposito di carta. È uno spaccato di vita quotidiana, di leggi sul copyright ante-litteram e di mode che hanno vestito le case dei nostri antenati. Un patrimonio nascosto che merita di essere raccontato.
Commenti recenti